Festa dei Ceri di Gubbio: un soggiorno da favola

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Stai cercando di immaginare la Festa dei Ceri di Gubbio e come potrebbe essere soggiornare in questa città durante la festa di fama mondiale?

Bene, immagina uno di quei pittoreschi borghi italiani, tortuose strade bianche che risalgono la collina. Verdi colline, strade di cipressi e una chiesa (Basilica di Sant’Ubaldo) in cima al monte (Monte Ingino). Getta nel mix una festa popolare diversa da qualsiasi altra, uno spettacolo di abilità e precisione, il culmine di anni di pianificazione e di pratica. E, naturalmente, abbondanti quantità di vino e divertimento. Sembra grandioso, non è vero?

Dove e quando si svolge la Festa dei Ceri

La Festa dei Ceri si svolge a Gubbio, ogni anno il 15 maggio, il giorno del patrono di Gubbio, San Ubaldo. I ceri sono tre strutture in legno di forma di ottagonale, ognuna dedicata ad un santo diverso. Squadre di giovani uomini, soprannominati “ceraioli“, portano queste pesanti strutture sulle proprie spalle. Cittadini e ceraioli indossano una divisa speciale: pantaloni bianchi, fazzoletto e fascia rossi (il primo indossato al collo e la seconda in vita) e camicie di colori diversi a seconda del cero che sostengono. Il colore giallo è il colore di Sant’Ubaldo, l’azzurro è di San Giorgio ed il nero è di Sant’Antonio.

La cosiddetta “Alzata” dei Ceri

La celebrazione inizia con l’alzata, il momento in cui i ceri vengono sollevati dalla posizione orizzontale in verticale. Un momento spettacolare, considerando che i ceri sono sollevati a mano, nonostante abbiano 200 anni e che pesino più di 400 chili.

L’evento si tiene in Piazza Grande con la presenza di Ceraioli, cittadini e turisti. Al “via” i Capitani gettano le tre brocche di terracotta sulla folla, mandandole in frantumi. A questo punto i Ceri vengono alzati. La sequenza di movimenti è stata calcolata con precisione; un errore minore potrebbe causare danni irreparabili. Quando i Ceri sono finalmente in su, la folla applaude e nel frattempo i frammenti delle brocche saranno come svaniti nel nulla, perché ogni microscopico pezzetto sarà già stato raccolto dai presenti che lo conserveranno come porta-fortuna.

Una corsa non una gara

Dopo l’alzata i Ceri iniziano una sfilata per la città di Gubbio, solo nel pomeriggio avrà luogo la Corsa dei Ceri vera e propria. Dalla piazza principale di Gubbio i ceraioli di danno il cambio secondo uno schema prestabilito per portare i Ceri in spalla fino alla chiesa di Sant’Ubaldo, in cima ad una collina al Monte Ingino che sovrasta la città.

E’ una corsa ma non una gara: i Santi procedono a grande velocità attraverso vicoli stretti, stretti tornanti, ripide salite; la sequenza di partenza come quella di arrivo è sempre la stessa: davanti Sant’Ubaldo, poi San Giorgio ed infine Sant’Antonio.

 

La storia della Festa dei Ceri di Gubbio

La tradizione risale al XII secolo e pare abbia inizio con la morte dell’allora vescovo della città di Gubbio, Ubaldo Baldassini. Ogni anno, portando i ceri sul Monte Ingino, i cittadini di Gubbio ripetono il pellegrinaggio condotto per la prima volta proprio il 15 maggio del 1160, anno della morte del Santo.

Dopo che il vescovo è diventato un Santo, nessun anno è passato a Gubbio senza ceri. Le donne li portarono sotto la guerra; gli uomini li portarono nelle trincee della prima guerra mondiale e nei campi di battaglia della Libia.

Credits immagine ed approfondimenti su: ceri.it

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